Una critica dell’intervento sociale nei campi nomadi, un articolo di Greta Persico e Ulderico Daniele

Campo Triboniano Milano, 2010. Foto: Gruppo di ricercatori tra pari "Il nodo dei popoli"

Campo Triboniano Milano, 2010. Foto: Gruppo di ricercatori tra pari “Il nodo dei popoli”

I campi-nomadi rappresentano un elemento ricorrente, per quanto eccezionale, di molte periferie delle principali città italiane. Qui le presenze rom sono concentrate e separate dal resto della società. In questi luoghi, finiti di sovente al centro di rituali allarmi per la sicurezza urbana, sono stati attivati una serie consistente e costosa di progetti sociali orientati a garantire il rispetto di diritti fondamentali (salute, istruzione, abitazione) e a favorire l’inserimento sociale (attraverso l’orientamento al lavoro, la responsabilizzazione, etc.). Se il dibattito pubblico si è concentrato sull’ammontare di risorse economiche investite e sulla loro efficacia in termini di miglioramento delle condizioni sociali e di vita, gli intellettuali rom e gli accademici hanno sottolineato come il lavoro sociale abbia nel tempo favorito una certa dipendenza nonché inibito processi di emancipazione da tali contesti.

L’articolo approfondisce gli effetti di tali interventi e può essere consultato qui:

Per una critica dell’intervento sociale nei campi nomadi

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